Perché confrontare più soluzioni non significa fare una gara

Immaginiamo di dover acquistare una casa. La maggior parte di noi non si fermerebbe al primo immobile visitato: sarebbe naturale confrontare più abitazioni, valutarne le caratteristiche, considerare i servizi offerti dal quartiere, stimare i costi di gestione e, magari, chiedere il parere di un tecnico sullo stato degli impianti. Qualcuno arriverebbe persino a mettere tutto nero su bianco, costruendo una tabella con i punti di forza e di debolezza di ciascuna soluzione. Nessuno direbbe che, così facendo, abbiamo organizzato una gara tra immobili. Direbbe semplicemente che stiamo cercando di capire quale casa risponda meglio alle nostre esigenze. Il confronto, in questo caso, è lo strumento attraverso il quale raccogliamo le informazioni necessarie per compiere una scelta realmente consapevole.

Lo stesso principio vale anche nell’attività amministrativa.

Nel dibattito sugli affidamenti diretti si tende talvolta a ritenere che l’acquisizione di più preventivi, l’individuazione dei criteri di valutazione e il confronto tra diverse proposte, magari effettuato con il supporto di un tecnico come il broker, siano indici di una procedura sostanzialmente assimilabile a una gara. In realtà, questa impostazione rischia di confondere gli strumenti utilizzati con la finalità per cui vengono utilizzati.

Una procedura di gara nasce per mettere gli operatori economici in concorrenza tra loro e individuare il migliore secondo regole previamente stabilite. L’istruttoria che precede un affidamento diretto ha, invece, un obiettivo completamente differente. Non serve a creare una competizione, ma a consentire all’amministrazione di conoscere il mercato, comprendere le caratteristiche delle diverse soluzioni disponibili e verificare quale sia quella maggiormente idonea a soddisfare il proprio fabbisogno. Una differenza sottile, ma sostanziale. Anche quando una scuola acquisisce più offerte, richiede approfondimenti, individua criteri di valutazione o analizza in modo comparato le diverse proposte, non sta necessariamente organizzando una gara. Sta costruendo il percorso conoscitivo che le consentirà di esercitare in modo consapevole quella discrezionalità che l’ordinamento le riconosce nell’affidamento diretto.

In fondo, gli strumenti utilizzati sono spesso gli stessi. Ciò che cambia è la loro funzione. Confrontare più soluzioni può servire a individuare un vincitore di una competizione, ma può anche servire semplicemente a comprendere quale proposta risponda meglio alle esigenze dell’amministrazione. Nel primo caso il confronto è il cuore della procedura, nel secondo è soltanto uno degli strumenti attraverso i quali l’amministrazione costruisce la propria decisione. In buona sostanza, la qualità dell’istruttoria non determina la natura della procedura, ma la qualità della decisione.

Una decisione amministrativa, infatti, non diventa una gara perché è stata costruita con attenzione. Al contrario, un’istruttoria approfondita rappresenta spesso il presupposto necessario affinché la discrezionalità amministrativa possa essere esercitata in modo trasparente, motivato e realmente orientato all’interesse pubblico. Del resto, sarebbe difficile sostenere che una scelta sia migliore soltanto perché è stata presa più rapidamente o con un numero minore di informazioni. Al contrario, quanto più una decisione è destinata a produrre effetti rilevanti, tanto maggiore è l’esigenza che sia preceduta da un’adeguata attività conoscitiva, elemento che assume un significato ancor più rilevante nel settore assicurativo. Una polizza non è un bene standardizzato. Le differenze tra una proposta e l’altra possono riguardare garanzie, esclusioni, massimali, modalità di gestione dei sinistri e servizi di assistenza, elementi che incidono direttamente sul livello di tutela garantito alla scuola.

Conoscere il mercato, confrontare le possibili soluzioni e valutarne le caratteristiche non significa, quindi, alterare la natura dell’affidamento diretto, bensì mettere la scuola nelle condizioni di esercitare la discrezionalità amministrativa in modo più consapevole, rafforzando al contempo i presupposti del buon andamento dell’azione amministrativa.